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Misure di sicurezza in vigore dal 3 giugno.

Pubblicata il 3 giugno 2020 | Coronavirus


Con il Decreto Legge n. 33 del 16 maggio 2020, il D.P.C.M. del 17 maggio e le ordinanze della Regione n. 82 del 17 maggio, n. 84 del 21 maggio, n. 87 del 23 maggio e n. 94 del 30 maggio, sono state varate le misure attualmente in vigore.
Di seguito una sintesi delle principali.

Spostamenti tra Regioni diverse e all'estero.
A partire dal 3 giugno viene nuovamente consentito spostarsi tra Regioni diverse e all'estero.
Gli spostamenti interregionali potranno comunque essere limitati, solo con provvedimenti statali (decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri o ordinanze del Ministro della Salute), in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

Divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora.
I soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante.
Gli spostamenti dalla propria abitazione o dimora sono vietati alle persone sottoposte alla misura della quarantena, fino all'accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.
Divieto di spostamento anche per le persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi, fino alla fine del loro periodo di isolamento.

Divieto di assembramenti, mascherina e misure di sicurezza.
Resta il divieto di assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico e l'obbligo di rispettare tutte le misure preventive, a partire dal rispetto del distanziamento sociale.
Sull'intero territorio nazionale vige l'obbligo di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
L'ordinanza regionale del 16 maggio conferma l'uso obbligatorio della mascherina in Emilia-Romagna nei locali aperti al pubblico e anche nei luoghi all'aperto laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di un metro.
Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina.
Possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
L'utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l'igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

Manifestazioni ed eventi
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Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali previste e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni del questore.
Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020.
Dal 15 giugno 2020, i suddetti spettacoli potranno riprendere, secondo le linee guida di cui all'allegato 9 del DPCM 17 maggio 2020, con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.
Vedi anche le linee guida regionali per cinema, circhi e spettacoli dal vivo allegato 1 all'ordinanza della Regione del 6 giugno (decreto n. 98/2020).
Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di sicurezza.
Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso e le fiere.
Congressi e convegni potranno ripartire dal 15 giugno 2020 nel rispetto delle relative linee guida regionali, (all. 2 ordinanza del 6 giugno).

Riunioni e funzioni
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Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

Sport e attività motoria.
E' consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.
Nei parchi comunali si applicano le prescrizioni contenute nell'ordinanza del Sindaco n. 52/2020.
Palestre, piscine, centri sportivi.
Dallo scorso 25 maggio, sulla base di protocolli regionali adottati con ordinanza del 21 maggio (decreto n. 84/2020) e delle linee guida nazionali, sono consentite le attività di palestre e piscine. Si permette pure di svolgere attività sportiva presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, e altre strutture nelle quali si svolgano attività sportive in forma singola o di squadra dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico.
La Piscina di Molinella sarà nuovamente disponibile al pubblico dopo il 20 giugno, al completamento dei lavori del Comune.
Con la riapertura, il gestore Sport Management riattiverà le attività e darà comunicazione dei dettagli degli orari di apertura e delle indicazioni per l'accesso agli impianti, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.
Saranno anche rese note le modalità e le tempistiche dei recuperi degli abbonamenti, ingressi e/o corsi non usufruiti durante la chiusura.

Centri estivi.
Dall'8 giugno 2020, secondo l'ordinanza della Regione del 17 maggio, sono consentite le attività dei centri estivi e per i minori di età superiore a tre anni, nel rispetto delle linee guida nazionali e del protocollo e relativi allegati per la riapertura in sicurezza in data 26 maggio, adottato con ordinanza regionale del 1 giugno 2020 (decreto n. 95/2020).
Fra le principali misure previste e da adottare: attività da svolgersi preferibilmente all'aperto, bambini e adolescenti organizzati in piccoli gruppi e seguiti sempre dagli stessi educatori senza mescolanze tra gruppi, entrate e uscite scaglionate, triage all'ingresso, attenzione ai contatti, pulizia e disinfezione costante degli ambienti e dei materiali.

Attività didattiche
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Restano sospesi i servizi educativi per l'infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica.
Vedi: indicazioni del Comitato tecnico-scientifico per il prossimo anno scolastico.
Attività formative.
Dall'8 giugno 2020, i soggetti pubblici e privati che erogano attività di formazione potranno realizzare in presenza tutte le proprie attività formative: a tal fine l'ordinanza della Regione del 6 giugno (decreto n. 98/2020) recepisce le linee guida regionali per la formazione professionale, approvate con decreto n. 87/2020.

Altre attività.
Dallo scorso 25 maggio, sulla base di protocolli regionali approvati con ordinanza del 23 maggio (decreto n. 87/2020), sono consentite le attività corsistiche (a titolo di esempio lingue straniere, musica, fotografia, nautica) e le attività dei parchi tematici, parchi divertimento e luna park; le attività ricettive extralberghiere e altre tipologie ricettive.
Dalla medesima data possono ripartire anche le attività dei centri sociali, culturali e ricreativi, secondo quanto previsto nel relativo protocollo), approvato con la medesima ordinanza.
Dal 31 maggio in Emilia-Romagna possono riaprire centri termali e centri benessere.
Riprende anche l'attività di trasporto pubblico funiviario (funivie, funicolari e seggiovie) e cessa il divieto di bruciare materiale vegetale di risulta dei lavori forestali e agricoli, come disposto con ordinanza della Regione del 30 maggio 2020 (decreto n. 94/2020).

Attività economiche e produttive.
Sono stati riaperti i negozi di vendita al dettaglio, le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.), nel rispetto dei contenuti dei protocolli o linee guida regionali, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o ambiti analoghi.
Con ordinanza del 21 maggio (decreto n. 84/2020) è stata disposta l'apertura degli stabilimenti balneari.

Protocolli regionali di sicurezza.
La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i protocolli di sicurezza, contenenti le linee guida e le indicazioni operative che salvaguardino la salute di operatori economici, lavoratrici e lavoratori, clienti e persone, permettendo lo svolgimento in sicurezza delle attività stesse e la prevenzione della diffusione del coronavirus.
I protocolli regionali sono del tutto conformi agli indirizzi sui quali Governo e Regioni hanno raggiunto l'accordo.

Pronto Soccorso e altre strutture.
E' vietato agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto.
L'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Monitoraggio della situazione epidemiologica
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Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le Regioni monitorano con cadenza giornaliera l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale.
I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle regioni al Ministero della Salute, all'Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico.
In relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul territorio, la singola Regione, informando contestualmente il Ministro della Salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte a livello statale.

Per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti consultare: www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus.

Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2020.

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Pubblicato nel settembre del 2012
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