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D.P.C.M. 13 ottobre 2020: ulteriori misure restrittive.

Pubblicata il 13 ottobre 2020 | Coronavirus


Con il decreto del 13 ottobre 2020, che segue il D.P.C.M. 7 ottobre e la delibera che ha stabilito la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, si introducono ulteriori misure di contrasto e contenimento dell'emergenza Covid-19, in sostituzione di quelle previste nei precedenti decreti (7 agosto e 7 settembre).
Le disposizioni si applicano dalla data del 14 ottobre 2020 e sono efficaci fino al Copie del provvedimento e dei relativi allegati, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 13 ottobre 2020), sono consultabili anche sul sito del Governo all'indirizzo: http://www.governo.it/it/articolo/coronavirus-il-presidente-conte-firma-il-dpcm-del-13-ottobre/15385.

Di seguito un riepilogo delle principali disposizioni:

Mascherine e regole di base.
Si conferma l'obbligo, sull'intero territorio nazionale, di avere sempre con sé dispositivi delle vie respiratorie da indossare nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali e delle linee guida per il consumo di cibi e bevande,
Restano esclusi dall'obbligo, chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l'uso della mascherina.
Viene inoltre fortemente raccomandato l'utilizzo dei dispositivi anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.
Il distanziamento fisico e l'igiene costante e accurata delle mani restano invariate e prioritarie come misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio.

Sono vietate le feste private al chiuso o all'aperto, con una forte raccomandazione a evitare di ricevere in casa, per ritrovi, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva.

Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24, con divieto di consumazioni in piedi e davanti al locale dalle ore 21 (da quell'ora solo consumazione ai tavoli).
Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio e la ristorazione con asporto, ma con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21.

Sale da ballo e discoteche restano chiuse.
Fiere e congressi sono consentiti nel rispetto dei protocolli validati dal Comitato tecnico scientifico.


Sport.
E' consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, comunque sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.
Restano aperte palestre, piscine, centri e circoli sportivi pubblici e privati.
Per quanto riguarda gli sport di contatto, è consentito lo svolgimento di quelli gestiti dalle società professionistiche e dilettantistiche riconosciute dal CONI (Comitato olimpico nazionale italiano) e dal CIP (Comitato italiano paralimpico), mentre sono vietate gare, competizioni e attività connesse agli sport di contatto a carattere amatoriale.
Potranno quindi continuare a svolgere le attività tutte quelle società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi, mentre saranno vietate le partite tra amici.
L'individuazione delle discipline sportive da contatto in attuazione dell'articolo 1, comma 6, lettera g) del D.P.C.M. 13 ottobre 2020 è contenuta nella tabella allegata al decreto del Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport del 13 ottobre 2020.

Eventi e competizioni sportive.
Per le competizioni sportive è consentita la presenza di pubblico con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori all'aperto e 200 al chiuso.
Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all'ingresso.

Cinema, teatri e concerti.
Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Scuola.
Sono sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti.

Cerimonie.
Per matrimoni, comunioni, cresime e funerali restano in vigore le regole dei protocolli già approvati per chiese e Comuni ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

Lavoro agile.
Il lavoro agile può essere applicato per la durata dello stato di emergenza, quindi fino al 31 gennaio 2021, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti.
Si raccomanda che le attività professionali siano attuate anche mediante la suddetta modalità, ove possano essere svolte al proprio domicilio o a distanza.
Nelle pubbliche amministrazioni, Comuni compresi, il lavoro agile viene incentivato secondo le indicazioni di uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale prevista all'art. 263, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, ovverosia il 50%.

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Pubblicato nel settembre del 2012
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